TRE NOMI di Florence Knapp
320pagine | €18.00 cartaceo
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Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza.
In questi due lunghi anni di assenza qualcosa è cambiato. Io sono cambiata, io sono stata ferita, io sono stata cancellata, eppure sono rinata, più consapevole, più sorridente, più libera. E in questo periodo infinito mi sono presa una lunga pausa dalla lettura. Ho tentato alcuni approcci, ma li ho subito abbandonati. Ho cercato di seguire i romanzi più chiacchierati, ma per me erano vuoti. E poi è arrivato Tre Nomi. Sì, lo so, chiacchierato anche lui, ma - questa volta - sono bastate pochissime pagine per scalfire quella corazza dura che si era formata in questi lunghi mesi di assenza dalla carta stampata. Florence Knapp ti graffia cuore ed anima con una scrittura apparentemente leggera, ma capace di scuotere quelle famose corde invisibili che, nel nostro silenzio più ostinato, riescono a produrre un rumore assordante.
Cora è una donna fragile, intrappolata in un matrimonio apparentemente perfetto. L'uomo che le sta accanto è un professionista amato e stimato, lei una donna invidiata da quasi tutte le mogli del vicinato, eppure quel Gordon sempre sorridente e affabile, una volta varcate le quattro mura, si trasforma nel peggiore dei mostri, un uomo vigliacco e codardo, il più angosciante degli incubi ad occhi aperti. Ed ora che si trova a pochi passi dall'anagrafe con il suo piccolo bambino nel passeggino e la figlia maggiore per mano, non può permettere che la maledizione di quel nome continui, deve spezzare quella catena. Il suo primo, vero atto di ribellione.
Esattamente qui parte il butterfly effect che caratterizza l'intera narrazione. Quel certificato di nascita che porta tre diversi nomi (Bear scelto dalla piccola Maia, Jason la speranza di Cora e Gordon il nome del marito) racchiude in sè tre storie diverse, tre epiloghi contrastanti, tre giovani uomini che costruiranno la loro vita all'ombra di un uomo capace di macchiare le loro vite di un colore che difficilmente potrà essere lavato via.
In un flusso temporale che copre anni diversi dal 1987 al 2020, la Knapp - sfruttando la tecnica dei pov a capitoli alterni - ci propone tre storia apparentemente lontane, ma caratterizzate da un'intima angoscia che non abbandona mai le pagine e si insinua nel cuore, parola dopo parola. Ho apprezzato, in modo particolare, il modo in cui l'autrice decide di affrontare il tema della violenza domestica. E' lineare e tagliente, senza mai perdersi in dettagli eccessivi, ma lasciando a lettore l'importante responsabilità di immaginare quelle scene, visualizzare quei secondi di paura, ansia e terrore. Abbraccia letteralmente una piaga sociale che è quotidianamente sotto i nostri occhi e la rende personale in modo incredibile.
Quanti di voi hanno urlato a Cora ' scappa, dannazione, fuggi da lì'? Io l'ho fatto, tante volte, ed è lo stesso errore che facciamo davanti ai vari casi di cronaca che sentiamo ogni giorno. Addossiamo una responsabilità sulla vittima perchè quel dolore è ancora lontano da noi, perchè non lo percepiamo nostro, ma ancora cosa di altri.
Non con questo romanzo. Tre nomi ti intrappola tra quelle mura, ti trattiene in quella morsa di dolore da cui, in fondo, non è così facile fuggire. Mi sono ritrovata a leggere le sue pagine con il fiato corto, a sperare in un epilogo diverso, a credere che qualcosa di bello, in fondo, sarebbe arrivato.La Knapp ci regala una lettura che invita alla riflessione senza rinunciare alla suspance e ad un coinvolgimento narrativo diretto e mai banale. Un romanzo originale e toccante, consigliato a chi ama le dinamiche familiari, i personaggi ben costruiti e le storie che interrogano il complicato rapporto tra caso, destino e identità. Perchè, in fondo la verità appare chiara, le vite possono divergere in modi imprevedibili, pur partendo dalle stesse premesse.




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